Tanto è andato avanti il tira e molla che a inizio dicembre il provvedimento è persino prima entrato e poi uscito dall'ordine del giorno di un Consiglio dei ministri, paralizzato dalle perplessità di una Lega che non ha mai visto di buon grado gli aiuti militari inviati a Kiev. Certamente è così per il testo del provvedimento, perché sul punto il ministero della Difesa ha sempre avuto una posizione netta: va bene il maquillage lessicale, ma il testo deve consentire la stessa libertà di azione dei precedenti decreti. A parte il vice-segretario leghista Roberto Vannacci (che parla di un decreto che "garantisce morte e guerra" e invita il Parlamento a "non votarlo"), la Lega non sembra affatto sulle barricate.
Author: redazione@ilgiornale-web.it (Adalberto Signore)
Published at: 2025-12-30 04:00:02
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