Inizialmente l’inclusione del governo italiano era per lei motivo di soddisfazione: dimostrava il coinvolgimento del paese nei piani di Trump, ribadiva l’importanza del ruolo che, anche attraverso il Vaticano, l’Italia ha da decenni nel Medio Oriente, e rendeva evidente la buona considerazione che Trump ha di lei. Il colloquio non è stato agevole: da un lato c’era la possibilità di perdere un’occasione di mostrarsi protagonisti a livello internazionale e soprattutto di indisporre Trump; dall’altro c’era il rischio di finire col dover condividere le scelte avventate e spregiudicate di Trump, senza avere una gran voce in capitolo. Intervistata a Porta a Porta su Rai 1, ha spiegato che, dopo aver letto lo Statuto del Board, si è resa conto che alcuni punti di quel testo sono in contrasto con l’articolo 11 della Costituzione, che stabilisce che l’Italia può aderire a organizzazioni finalizzate alla pace e alla giustizia internazionale, limitando la propria sovranità, solo a patto che ciò avvenga «in condizioni di parità con gli altri Stati».
Published at: 2026-01-21 16:01:14
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