Mentre la violenza dei coloni ebrei in Cisgiordania e a Gerusalemme ha causato più di mille morti in un anno e si continuano a registrare vittime nei bombardamenti sulla Striscia di Gaza, il 30 marzo il parlamento israeliano ha approvato una legge che introduce la pena di morte per impiccagione per chi è condannato da un tribunale militare per aver ucciso israeliani in atti di terrorismo compiuti con “l’intenzione di negare l’esistenza dello stato di Israele”. Al cardinale italiano è stato poi consentito l’accesso alla chiesa ma quello che è accaduto, scrive Haaretz, è sintomatico dell’atteggiamento del governo di Benjamin Netanyahu verso i cristiani, in particolare verso la chiesa cattolica, dopo che il Vaticano ha criticato duramente la devastazione di Gaza e la violenza in Cisgiordania. Il 31 marzo il ministro della difesa israeliano Israel Katz ha ribadito che l’esercito manterrà il controllo della parte del paese a sud del fiume Litani, distruggendo tutte le abitazioni e impedendo il ritorno di 600mila persone, anche dopo la fine della guerra contro i miliziani sciiti di Hezbollah, alleati dell’Iran.
Author: Internazionale
Published at: 2026-04-02 10:00:00
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