Fondi ad Hamas: legali, 'materiale intelligence non è prova giudiziaria'

Fondi ad Hamas: legali, 'materiale intelligence non è prova giudiziaria'


Denunciano "una grave torsione dei principi dello Stato di diritto, della cooperazione penale internazionale e delle garanzie fondamentali del processo penale" gli avvocati di Mohammad Hannoun e degli altri arrestati nell'inchiesta per terrorismo della Procura di Genova. In una lunga nota - firmata dai legali Nicola Canestrini, Fausto Gianelli, Elisa Marino, Gilberto Pagani, Pier Poli, Marina Prosperi, Nabil Ryah, Dario Rossi, Flavio Rossi Albertini, Giuseppe Sambataro, Fabio Sommovigo, Emanuele Tambuscio, Gianluca Vitale e Samuele Zucchini - chiariscono che le presunte prove contro gli indagati, accusati di essere finanziatori di Hamas "non sono prove giudiziarie ma materiale di intelligence": "Informazioni non validate, non sottoposte a controllo giurisdizionale, prive di contraddittorio e delle garanzie minime di attendibilità richieste in uno Stato di diritto". "È un dato incontestabile - dicono - che lo Stato di Israele rifiuta sistematicamente di sottoporsi alle regole della giustizia penale internazionale, sottraendosi persino alla giurisdizione della Corte penale internazionale" ed è " giuridicamente e politicamente inaccettabile che lo stesso Stato pretenda, al tempo stesso, di strumentalizzare i meccanismi di cooperazione penale internazionale per esportare all'estero ipotesi investigative unilaterali, non verificate e funzionali a un conflitto armato in corso".


Published at: 2026-01-13 09:25:14

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