Ettore Scola, lo sguardo libero: dieci anni fa la scomparsa del regista

Ettore Scola, lo sguardo libero: dieci anni fa la scomparsa del regista


Ha denunciato, con amore, l’inizio della crisi della militanza comunista, all’alba degli Anni 80 in un film, La terrazza, che, con la tenerezza di chi apparteneva a quel mondo con radicata convinzione e non ha mai smesso di farlo seguendone le evoluzioni, metteva in luce lo smarrimento e il disagio degli ideali di giustizia al cospetto di una società che poteva finire col far dire, uso una battuta di C’eravamo tanto amati: «Volevamo cambiare il mondo e invece il mondo ha cambiato noi». Spesso, nei suoi film, ha scelto di attuare un doppio movimento, selezionare un luogo — la sala da ballo di Ballando ballando, il corridoio de La famiglia, la sala cinematografica di Splendor — nel quale far scorrere i giorni della storia, continuamente ricordandoci che la nostra vita, i nostri affetti, le nostre relazioni, le nostre parole sono anche il prodotto della vicenda umana collettiva. Eppure io lo vedo, con quel sorriso coglionatore, mentre, in C’eravamo tanto amati, manda una comparsa da Fellini dicendogli di scandire bene: «Posso stringere la mano al grande Rossellini?», o quando, in Dramma della gelosia, fa chiedere da Oreste Nardi al segretario di sezione del Pci: «Senti, il fatto che Adelaide mi tradisca con un macellaio ricco in che misura si può inserire nella battaglia del partito per una società di liberi ed eguali?».

Author: WALTER VELTRONI


Published at: 2026-01-15 08:56:38

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