Il caso, forse, più clamoroso di tutti è quello dello scrittore britannico Ian McEwan, autore di romanzi come Solar (2010) e Macchine come me e persone come voi (Machines Like Me, 2019), decisamente fantascientifici, che sembra vivere in un mondo in cui la fantascienza non esiste e lui è il primo a scrivere di certi temi fantascientifici. McEwan, pur riconoscendo che la fantascienza esiste e c’è almeno uno scrittore che ha letto, un tale di nome Asimov (un tale che in un universo alternativo ha fatto proprio delle storie di robot uno dei suoi temi prediletti), assegna alla fantascienza ciò che molti studiosi, ma anche semplici lettori, sanno perfettamente non essere vero: che la science fiction sia previsione, un oroscopo verrebbe da dire. Tant’è che il suo ultimo romanzo, pubblicato con il titolo Quello che possiamo sapere (What We Can Know, 2025), è stato definito dal suo autore come “science fiction without the science”, quasi come se lui fosse il primo ad aver scritto un nuovo genere di romanzo, quello della “fantascienza senza la scienza”, con buona pace di tanti, tantissimi scrittori che sono ricordati nella storia della science fiction proprio per aver scritto romanzi in cui la scienza non ha un ruolo fondamentale.
Author: Carmine Treanni
Published at: 2026-03-21 23:00:00
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