“Oggi, fortunatamente, la sensibilità verso le tematiche ambientali è in costante crescita; tuttavia, persiste ancora una visione che dimentica che tutte le forme di offesa che passano attraverso l’ambiente hanno una ricaduta sulla persona non in termini meramente di danno fisico, ma anche di danno psicologico”. Per me è importante che si percepisca cosa significa modificare violentemente l’ambiente: ieri la guerra, che i soldati sentivano, prima ancora che arrivasse, con rombi e suoni spaventosi che distruggevano i loro nervi, oggi, per tracciare un’analogia, pur con le dovute differenze, pensiamo all’inquinamento acustico e luminoso delle nostre città, anch’esso come una forma di aggressione sensoriale. Ho voluto evidenziare come l’essere umano sia suturato di ambiente e come per offenderlo basta rubargli l’ambiente, tagliando tutti fili invisibili che lo legano al proprio contesto di vita: la luce, il contatto tattile, i sensi che permettono di reggere la sua presenza mondana.
Author: Elisabetta Ambrosi
Published at: 2026-04-01 12:57:02
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