Soprattutto non è ancora possibile stabilire se i prezzi stiano davvero rallentando: i dati dell’indice Pce, punto di riferimento della Fed, sono fermi a novembre, e l’assenza di informazioni statistiche più recenti ha aumentato l’incertezza sull’andamento dell’inflazione, spingendo la Federal Reserve a privilegiare una strategia di attesa, che riduce il rischio di un allentamento prematuro ma accresce quello di un eccesso di restrizione. La diagnosi sull’inflazione fa fatica a distinguere l’effetto dei dazi voluti da Trump, che sono uno shock sul lato dell’offerta e che, secondo l’impostazione tradizionale della politica monetaria - contestata in questa fase, per esempio, dalla Bce - tendono a essere trattati come variazioni temporanee dei prezzi relativi, finché non producono effetti diffusi sull’inflazione complessiva. Anche il cambio effettivo del dollaro, sceso ai minimi dal 29 dicembre 2023 - anche se resta ben al di sopra della media di lungo periodo - sarà tenuto in considerazione per i possibili effetti inflattivi, anche se la valuta non è né un obiettivo né uno strumento dell’attuale strategia di politica monetaria.
Author: di Riccardo Sorrentino
Published at: 2026-01-28 06:21:11
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