Già con Divine Divinity si intravedeva una filosofia ben precisa: dare al giocatore un potere decisionale reale, permettendogli di aggirare gli ostacoli in modo non convenzionale e di vivere un mondo che non si limitasse a reagire a scelte binarie. È il caso di Divinity: Original Sin, finanziato attraverso una campagna Kickstarter che superò ampiamente le aspettative, sfiorando il milione di dollari e dimostrando che, sotto la superficie, esisteva ancora un pubblico disposto a credere in quel tipo di gioco di ruolo. Ci si aspetterebbe una sorta di guida a un mondo tanto complesso: invece Divinity è un gioco che non ci accompagna per mano, motivo per cui in molti rimangono spiazzati dalla sua apparente difficoltà.
Author: Fabrizio Cenci
Published at: 2026-01-10 06:53:00
Still want to read the full version? Full article