In questo scenario, emerge come emblematica la figura controversa del giovane produttore italo-canadese Andrea Iervolino, che spazia dal cinema all’editoria: ha sottoposto a Gedi una proposta di acquisto per il quotidiano La Stampa (che non interessa il gruppo greco Antenna), con un’offerta di 22,5 milioni di euro, confermando l’intenzione di entrare in modo deciso nel business della stampa, nel quale sta per affacciarsi anche attraverso un nuovo quotidiano affidato alla direzione di Rocco Casalino, il cui lancio in edicola era previsto per metà gennaio, ma slitta di qualche settimana… A fine aprile 2024 il Ministero della Cultura ha chiesto a Iervolino documenti su 38 produzioni tra il 2018 e il 2022, ed in quei mesi scoppiava una guerra interna alla società, con un furente scontro tra Iervolino e la sua allora socia Monika Bacardi nella Iervolino Lady Bacardi Entertainment (Ilbe), poi divenuta Sipario… Il 14 luglio 2025 il caso esplode: la Guardia di Finanza invia al pm romano Antonino Di Maio una informativa su Ilbe/Sipario e nelle stesse ore l’allora Direttore Generale Cinema del Mic, Nicola Borrelli, dimissionario, firma la revoca di 66 milioni di euro di “tax credit” a Sipario. La questione di fondo resta il deficit di un (buon) governo della “politica culturale” italiana: alle carenze di adeguati controlli amministrativi nelle procedure ministeriali, si associa la totale assenza di valutazioni di impatto (culturali e socio-economiche), che consentano di comprendere i risultati dell’intervento dello Stato… Martedì 13 in Commissione VII della Camera (presieduta da Federico Mollicone, FdI) è iniziato l’iter per una prospettata nuova legge sul cinema e l’audiovisivo: ad essere audite per prime – non a caso – le lobby grandi e piccole della produzione (Anica, Apa, Cna, Agici, Itaca…), ognuna delle quali ha implorato che lo Stato non riduca il proprio intervento.
Author: Angelo Zaccone Teodosi
Published at: 2026-01-18 06:47:43
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