C'entra, perché il mondo della Salis è tenuto insieme da denominatori precisi tra i quali appunto Alfredo Cospito come totem, e, attorno a lui, una costellazione di antagonismi e anarchismi "di movimento" dove protesta radicale, illegalità politica e solidarietà militante finiscono regolarmente per toccarsi, o per toccare troppo da vicino ordigni esplosivi come quello che il 20 marzo scorso ha ucciso un paio di anarchici sempre della galassia Cospito. Più nel dettaglio (come solo Il Giornale ha scritto) nel luglio 2014 vennero arrestati a Milano degli anarchici legati al giro No Tav (circolo "La Mandragola") e tra gli arrestati c'è tal Nicola Sala, che con la Ilaria Salis intratteneva rapporti epistolari come si legge da un documento dell'antiterrorismo poi spedito alla procura di Torino; la Salis è descritta come soggetto "particolarmente impegnato" sul binario No Tav ed era indicata come "raccordo" tra detenuti ed esterni; il suo ruolo veniva associato anche a forme di protesta legate alle udienze del processo torinese No Tav, e nelle stesse carte giudiziarie, parentesi, c'era anche il nome di Alfredo Cospito, sempre lui, l'anarchico; la Questura lo descrisse come un pezzo dello stesso circuito in cui si muoveva lei, la Salis. Poi eccola idealmente a Torino con Askatasuna a inizio febbraio scorso: dopo le violenze e l'episodio del poliziotto picchiato e martellato, la Salis prima si dispiaceva di non aver potuto partecipare (al corteo) e poi parlava di "abusi di polizia" da collegare col "pacchetto repressione" del governo: è un vizio.
Author: redazione@ilgiornale-web.it (Filippo Facci)
Published at: 2026-03-29 10:00:02
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