“Lo sforzo sovietico per dominare l’Afghanistan”, si legge in un articolo dell’epoca del New York Times che cita il discorso dello Stato dell’Unione dell’allora presidente Carter, “ha portato le forze militari” di Mosca “a sole 300 miglia dall’Oceano Indiano e in prossimità dello Stretto di Hormuz, una via navigabile attraverso la quale transita la maggior parte del petrolio mondiale”. Il New York Times dà conto del discorso dello Stato dell’Unione del leader Usa riportando come per molti esperti del settore petrolifero e militare, la minaccia alla libera navigazione nel Golfo Persico espressa dal commander in chief è così grave “da escludersi da sola” in quanto “solo una nazione disposta a rischiare una rappresaglia totale da parte del resto del mondo oserebbe interferire con il suo traffico”. Andando avanti veloce, la politica estera americana degli anni Ottanta rimarrà saldamente monopolizzata dagli eventi in Medio Oriente, tra le esplosioni di violenza e le operazioni israeliane in Libano e il conflitto tra Iraq e Iran che, sotta la presidenza di Ronald Reagan, arriva a minacciare la libera navigazione nel Golfo Persico.
Author: redazione@ilgiornale-web.it (Valerio Chiapparino)
Published at: 2026-03-22 13:14:20
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