Non ha alcun senso – e lo capisce chiunque – utilizzare ogni volta il singolo fatto di cronaca per affermare che ci vuole più repressione verso i minorenni (e ancora di più se sono stranieri), che è con il carcere che si risolvono questi problemi, che se ci fossero state pene più lunghe e più aggravanti allora Abu non sarebbe morto. Tutto il resto costa tempo, soldi e fatica: il sostegno alle periferie degradate, l’educazione all’affettività nelle scuole, l’educazione all’uso dei social network, le strutture di accoglienza per minori stranieri non accompagnati, la costruzione di spazi di socialità. Ovvero da quando, con il codice di procedura penale approvato nel 1988, l’Italia si è dotata di un processo penale minorile considerato tra i più avanzati al mondo e fondato sul recupero e l’educazione del giovane piuttosto che sulla sua mera punizione.
Author: Susanna Marietti
Published at: 2026-01-21 06:16:59
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