Donald Trump tra Nigeria e Venezuela, ovvero la politica come blockbuster

Donald Trump tra Nigeria e Venezuela, ovvero la politica come blockbuster


Ma sarebbe troppo sperare che questi precedenti possano far rinsavire almeno i nostrani Nando Moriconi alias Santi Baylor – vulgo, “americani a Roma” all’Alberto Sordi – incarnati nel macchiettistico Tommaso Cerno che lo stesso giorno, ospite a Quarta Repubblica Mediaset del compare american dreaming Nicola Porro, confonde il presidente Nicolàs Maduro con un piatto di maccheroni da distruggere: “per me è una giornata bellissima, questa azione dell’America, questo ritorno dell’Occidente in un mondo in cui l’Occidente è calpestato da se stesso, c’è da fare strategicamente gli interessi dell’Occidente”. La motivazione mal giustificata dalla Casa Bianca con borborigmi sempre diversi: nell’immediato secondo dopoguerra, il colpo di Stato di Cia ed MI6 britannico in Iran, giustificato come esportazione della democrazia per defenestrare il premier iraniano democraticamente eletto Mohammad Mossadeq, reo di voler nazionalizzare i pozzi petroliferi controllati dalle Sette Sorelle occidentali (operazione che riportò al potere lo Scià Reza Pahlavi, gettando le basi per l’avvento degli ayatollah della rivoluzione islamica); oggi come lotta a ipotetici cartelli venezuelani della droga. Da qui la corsa American First ad accaparrare risorse; e si bombarda a Natale la Nigeria, ricca oltre che di petrolio anche di oro, litio e altre terre rare (macché difesa di cristianuzzi), a capodanno il Venezuela.

Author: Pierfranco Pellizzetti


Published at: 2026-01-07 06:40:25

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