Il titolo di questa nota è ispirato a un articolo di Kelley Beaucar Vlahos per Responsible Statecraft sul discorso alla nazione di Trump che, annunciato ieri in pompa magna, non ha aggiunto nulla a quanto l’imperatore non avesse già esternato, come annota la cronista. Così su Responsible Statecraft: un “sondaggio, commissionato da J Street e condotto da GBAO strategies tra ebrei americani di ogni orientamento politico ha rilevato che il 77% degli intervistati non crede che il presidente Trump abbia un piano e una missione chiari per la guerra in Iran”. Invece, a fronte di tanta barbarie, contrasta il raziocinio e la civiltà che si rinviene nella lettera aperta inviata dal presidente iraniano Pezeshkian ai cittadini americani, ai quali ha ricordato che negli ultimi secoli, almeno dalla fondazione degli Stati Uniti, l’Iran “non ha mai iniziato una guerra” e ha esortato i cittadini statunitensi – che Teheran non considera nemici perché sa distinguere tra governo e popolo – ad andare oltre le narrative distorte per comprendere quanto sta accadendo: l’Iran non era né è una minaccia per gli Stati Uniti o altri ed è stata aggredita per ben due volte durante un negoziato.
Author: davide
Published at: 2026-04-02 14:05:11
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