Questo significa che il comparto deve evolversi per farsi carico della "protezione delle infrastrutture critiche, delle filiere industriali, della sicurezza energetica, della base tecnologica, della dimensione informativa e di quella cognitiva”. L'obiettivo finale rimane la custodia di ciò che siamo: “Parlare oggi di cultura della Difesa non significa promuovere una cultura della guerra, ma una cultura della custodia del patrimonio materiale e immateriale della nazione”. Proteggere la base industriale, la memoria storica e l'identità nazionale non è un atto di forza, ma un atto di amore, è il cuore del discorso del ministro Crosetto, che ha chiuso sottolineando che “una nazione che comprende il proprio tempo è una nazione che sa prepararsi: più libera, più resiliente e più autorevole a livello internazionale”.
Author: redazione@ilgiornale-web.it (Francesca Galici)
Published at: 2026-04-04 10:08:10
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