Der Tiger - Viaggio all'inferno recensione: un film di guerra inquietante e coinvolgente

Der Tiger - Viaggio all'inferno recensione: un film di guerra inquietante e coinvolgente


Durante la Battaglia del Dnepr, il tenente Philip Gerkens è al comando di un carro armato Tiger - il leggendario mezzo corazzato tedesco, temuto per la sua devastante potenza di fuoco ma al tempo stesso noto per la sua fragilità meccanica - fermo su un ponte destinato a diventare, di lì a poco, teatro di un pesante bombardamento aereo. Da U-Boot 96 (1981) di Wolfgang Petersen a Stalingrad (1993) di Joseph Vilsmaier, fino al recente Niente di nuovo sul fronte occidentale (2022) - qui la nostra recensione di Niente di nuovo sul fronte occidentale - si è progressivamente consolidato un linguaggio preciso per affrontare la Seconda Guerra Mondiale: realismo brutale, rifiuto dell'eroismo celebrativo e della retorica, attenzione ossessiva alla degradazione fisica e psicologica di chi, per convinzione o per costrizione, si è trovato a combattere. Avanzare da soli in territorio ostile, con il nemico potenzialmente nascosto ovunque, genera un senso di minaccia continua che esplode in alcune scene madri particolarmente riuscite: l'immersione nel fiume per sfuggire ai mezzi nemici, con l'acqua pronta a invadere l'abitacolo da un momento all'altro; l'arrivo in un villaggio già caduto in mano nazista, preludio a una violenza cieca e sistematica; fino a un epilogo dalle tinte quasi mefistofeliche, autentico punto di non ritorno per personaggi ormai risucchiati nell'orrore della guerra.

Author: Maurizio Encari


Published at: 2026-02-03 13:58:00

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