Come parte dell'alleanza Five Eyes per la condivisione di intelligence, il Regno Unito aveva visto la maggior parte di ciò che gli Stati Uniti avevano raccolto e disponeva anche di propri canali di intelligence che indicavano la possibilità di un'invasione. La presidenza russa ha aggiunto un tassello importante a questa confusione diffusa nelle intelligence europee: la quasi totale assenza di comunicazione tra i pochissimi vertici politici a conoscenza del piano – anche il ministro Sergei Lavrov era stato tenuto all'oscuro sino all'ultimo giorno – e i vertici militari: questo ha causato la conferma del bias cognitivo in quanto le fonti primarie russe erano coscientemente e genuinamente convinte che non ci sarebbe stata nessuna invasione: la tattica è stata quella della negazione plausibile. Le continue rassicurazioni cinesi sulla volontà di perseguire la pace e di trovare una soluzione pacifica alle crisi internazionali, è il leitmotiv dell'approccio politico occidentale al Dragone, ma Pechino ha già dimostrato di non essere affidabile in tal senso: il furto dei dati personali di circa 5mila agenti della Digos da parte di entità di cyber criminali riconducibili alla RPC, è arrivato poco dopo gli accordi italo-cinesi di cooperazione per il monitoraggio della criminalità cinese in Italia, che vedeva una stretta collaborazione tra le rispettive agenzie di polizia.
Author: redazione@ilgiornale-web.it (Paolo Mauri)
Published at: 2026-02-23 13:47:41
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