Non siamo davanti, almeno per ora, a uno shock generalizzato su tutte le materie prime, ma il fronte energetico si conferma il primo a scaricare le tensioni internazionali sui consumatori, trasformando una crisi geopolitica lontana in un conto sempre più concreto da pagare ogni mese. È infatti su petrolio e gas che si concentra la pressione maggiore, con rialzi netti che confermano ancora una volta quanto il settore energetico resti il più sensibile quando l’instabilità investe un’area cruciale per gli equilibri mondiali. La leva più immediata, secondo la linea indicata dalla Cgia, è quella fiscale: intervenire temporaneamente su accise, Iva e oneri di sistema potrebbe alleggerire il peso di carburanti ed energia in una fase di forte volatilità.
Author: redazione@ilgiornale-web.it (Valentina Menassi)
Published at: 2026-03-14 14:06:10
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