I cittadini americani (così come quelli europei) non saranno certo contenti di pagare di più gas e gasolio, ma a quanto sembra le compagnie petrolifere statunitensi stanno facendo affari d’oro: come scrive il Financial Times, quest’anno potrebbero ottenere un guadagno straordinario di oltre 60 miliardi di dollari se i prezzi del greggio si mantenessero ai livelli raggiunti dall’inizio della guerra in Iran. Secondo la banca d’investimenti Jefferies, i produttori americani genereranno un flusso di cassa aggiuntivo di 5 miliardi di dollari solo questo mese, a seguito di un aumento dei prezzi del petrolio di circa il 47% dall'inizio del conflitto, il 28 febbraio. Ma al di là della mera questione dell’export di petrolio, la Russia sta ricevendo un dividendo politico e d’immagine del tutto inaspettato: il Paese può essere un agente di stabilizzazione, dopo essere stato l’agente destabilizzante per antonomasia degli ultimi anni.
Author: redazione@ilgiornale-web.it (Marcello Astorri)
Published at: 2026-03-16 11:00:16
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