Roger Dutilleul ci fa accomodare nel salotto di Rue de Monceau: in quel naufragio di tele e cornici, Picasso e Modigliani sono appesi l’uno accanto all’altro, gli acrobati di Léger oscillano nella sala da bagno; i frammenti esplosi del cubismo raccontano la nascita di un tempo nuovo. Il fil rouge è inconsueto e per questo affascinante: la mostra Modigliani Picasso e le voci della modernità segue l’intuito di Roger Dutilleul e la ricerca del nipote Jean, virtù innata che non si impara né si compra. Modernità significava anche trasformare il disagio in visione, deviare in percorsi alternativi alla scoperta dell’anima più selvaggia e mistica del secolo breve: ecco allora la presenza di Jean Dubuffet in mostra, che nel 1945 abbracciò con il termine Art Brut l’arte esclusa dal circuito ufficiale, le opere realizzate negli ospedali psichiatrici da persone emarginate e autodidatte.
Author: Serena Tacchini
Published at: 2026-01-20 09:55:39
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