Nelle carte dell’inchiesta, infatti, si faceva riferimento a “indebiti vantaggi penitenzieri, o sotto forma di riconoscimento di un regime cautelare più favorevole o sotto forma di altri illeciti benedici, tra i quali: il trasferimento verso un carcere ritenuto più consono alle esigenze dell’assistito, l’accelerazione dei tempi relativi al rilascio del braccialetto elettronico e la fuoriuscita di messaggi riservati da parti di detenuti verso l’esterno”. Un impianto accusatorio pesante che, in primo grado, è costato una condanna a 12 anni e mezzo di carcere alla criminologa Angela Tibullo, difesa dagli avvocati Guido Contestabile e Salvatore Staiano che, in appello, sono riusciti a far riformare la sentenza per quanto riguarda il reato più grave (il concorso esterno appunto) e l’aggravante mafiosa. Per i capi di imputazione per i quali è stata condannata, con ogni probabilità lo farà Angela Tibullo che, intanto, sui social ha scritto un lunghissimo post in cui ha raccontato il periodo duro di carcerazione preventiva trascorso in seguito all’arresto e ha ringraziato i suoi legali che “con grande professionalità – scrive – hanno creduto fin dal primo momento nella mia innocenza.
Author: Lucio Musolino
Published at: 2026-02-17 19:58:59
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