Negli anni ’90 le due principali banche svizzere avevano pagato oltre un miliardo di dollari di risarcimenti alle vittime dell’Olocausto per chiudere la vertenza sui fondi in giacenza di superstiti o di discendenti delle vittime. Reintegrato nel 2023 dopo l’acquisizione di Credit Suisse da parte di UBS, Barofsky e il suo team hanno identificato archivi che hanno permesso di ricostruire altri conti legati ai nazisti, tra cui un conto intestato a ufficiali di alto rango delle SS e un intermediario svizzero usato per movimentare beni saccheggiati. Secondo quanto riportato i dal Wall Street Journal, Barofsky ha dichiarato che Credit Suisse “non ha sempre condiviso le informazioni in suo possesso”, ma ha anche sottolineato che il suo team ha lavorato a stretto contatto con la banca per assicurarsi che tutti i documenti rilevanti venissero inclusi nell’indagine.
Author: Redazione Esteri
Published at: 2026-02-04 14:46:09
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