Costi fuori controllo, malumori e il rischio guerra infinita. Il peso dell’America profonda

Costi fuori controllo, malumori e il rischio guerra infinita. Il peso dell’America profonda


All'inizio della quarta settimana di guerra, il tycoon ha lanciato il segnale finora più evidente che i costi della guerra, quelli economici innanzitutto, cominciano a farsi pesanti, anche per una «presidenza imperiale» come la sua, abituata a ignorare le sfumature politiche del Congresso o i mal di pancia degli alleati, interni e internazionali. Ma che, come avvenuto per quell'avventura militare, rischia di trascinarsi in un lungo scontro asimmetrico, con i pasdaran al posto della guerriglia islamista irachena e con i droni low cost e gli Rpg sparati dai barchini contro le petroliere nello Stretto, come gli «ied» usati dagli insorti contro i blindati americani e alleati. Negli Usa, il prezzo medio della benzina sta sfiorando i 4 dollari al gallone, con conseguenze sui prezzi di decine di catene di approvvigionamento, a fronte della prospettiva concreta di uno scenario petrolifero da 180-200 dollari al barile; il Pentagono è stato costretto a chiedere al Congresso un finanziamento aggiuntivo di 200 miliardi di dollari, con scarsa possibilità di ottenerlo; nonostante qualche defezione eccellente (gli influencer Tucker Carlson, Megyn Kelly, Joe Rogan), la base Maga di Trump è ancora col tycoon, ma da sola non basta a evitare una probabile sconfitta nelle elezioni di midterm di novembre; sondaggi alla mano, il resto della coalizione vittoriosa nel 2024, soprattutto gli indipendenti e i giovani, ma anche i latinos e gli afroamericani, sono profondamente contrari al conflitto in Iran.

Author: redazione@ilgiornale-web.it (Marco Liconti)


Published at: 2026-03-24 11:00:57

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