Così i Paesi europei voltano le spalle a chi combatte gli ayatollah atomici

Così i Paesi europei voltano le spalle a chi combatte gli ayatollah atomici


La tolleranza americana per le vittime di guerra è ancora superiore a quella europea, dove il presidente Macron ha abbandonato 1,9 milioni di miglia quadrate di Mauritania, Mali, Burkina Faso, Niger e Ciad ai jihadisti ritirando i 5.000 soldati francesi che li avevano protetti a costi molto contenuti per anni, nel terrore puro che dieci potessero essere uccisi tutti in una volta: sono stati dieci soldati uccisi in un giorno in Afghanistan a rovinare irrimediabilmente la presidenza di Sarkozy. Eppure, quando il 25 giugno dello scorso anno decine di cacciabombardieri israeliani operanti a distanza estrema e sette bombardieri stealth B-2 statunitensi hanno distrutto gli impianti nucleari iraniani, non si è verificata alcuna esplosione di gratitudine in nessuno dei Paesi europei, ognuno dei quali avrebbe altrimenti dovuto convivere con le Guardie Rivoluzionarie dotate di armi nucleari, la cui disponibilità a uccidere decine di migliaia dei propri cittadini suggerisce una prontezza a uccidere centinaia di migliaia o milioni di miscredenti. Questa volta, quando l'obiettivo di Israele era quello di impedire la propria distruzione e l'obiettivo degli Stati Uniti era anche quello di distruggere i quartier generali e i depositi delle Guardie Rivoluzionarie e della loro milizia omicida Basij in ogni città, con la flebile speranza di una rivolta, la risposta non è stata solo una mancanza di gratitudine e sostegno, ma un vero e proprio sabotaggio, perseguito negando l'accesso alle basi statunitensi o vietando il sorvolo degli aerei Usa.

Author: redazione@ilgiornale-web.it (Edward Luttwak)


Published at: 2026-04-04 10:00:02

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