Così cade e si rialza "la specie umana"

Così cade e si rialza "la specie umana"


Da lì finisce nel campo di lavoro di Gandersheim e poi torna, a piedi, rischiando di morire lungo la strada, a Dachau: è François Mitterand a ritrovarlo, dopo la Liberazione. Quando torna a Parigi, Antelme vuole raccontare l'enormità della sua esperienza - la prigionia, le marce forzate, l'ossessione della fame, i pidocchi, le punizioni, il comignolo di Buchenwald, la fila per lo specchio dove ritrovare il proprio volto, le zuppe liquide, i tozzi di pane che durano tre giorni, le baracche di Dachau, i compagni morti, ma anche il fatto stesso di essere sopravvissuto - e scopre che le parole non sono abbastanza. In Italia arriva nel 1954 in una versione tagliata, e nel 1969 in traduzione integrale (di Ginetta Vittorini, vedova di Elio); ora Einaudi lo propone in una nuova traduzione di Stefania Ricciardi e con l'introduzione di Georges Perec.

Author: redazione@ilgiornale-web.it (Eleonora Barbieri)


Published at: 2025-12-28 04:00:03

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