Sebbene il ministro della Difesa Guido Crosetto abbia giustificato la decisione di negare l’accesso alla base siciliana di Sigonella con motivi tecnici e legati ai tempi, la scelta del governo di dare grande rilievo pubblico alla notizia va letta essenzialmente in chiave politica e diplomatica: e cioè come un tentativo di riavvicinarsi ad alcuni alleati storici con cui il governo italiano non può permettersi attriti in questo periodo di grande instabilità. Il tutto, comunque, senza creare rotture nemmeno con gli Stati Uniti, cosa che il governo e Crosetto si erano affrettati a ribadire martedì, specificando che l’uso delle basi militari continuava a essere regolato da accordi internazionali preesistenti e negando ogni forma di ostilità da parte dell’Italia, dal momento che le basi erano comunque attive. Le occasioni di attrito erano state varie: era successo per esempio a inizio anno, quando Meloni aveva giustificato l’operazione militare statunitense in Venezuela dicendo che il governo italiano considerava «legittimo un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza, come nel caso di entità statuali che alimentano e favoriscono il narcotraffico».
Published at: 2026-04-02 15:27:25
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