Congo (RDC), centinaia di morti per il crollo di una miniera di coltan. Gli attivisti: “Sospendere lo sfruttamento dei minerali”

Congo (RDC), centinaia di morti per il crollo di una miniera di coltan. Gli attivisti: “Sospendere lo sfruttamento dei minerali”


Non solo: il gruppo armato AFC/M23 che esattamente un anno fa occupava Goma, capoluogo del Nord Kivu, si era già da mesi premurato di occupare proprio la zona di Rubaya, che dall’aprile 2024 è sotto loro diretto controllo: i proventi della lucrosissima estrazione del coltan finiscono direttamente a finanziare la guerra e l’occupazione di parte del Nord e del Sud Kivu, dove – nonostante gli “accordi di pace” voluti da Trump e sottoscritti lo scorso dicembre – non si è mai cessato di combattere. E allora la tragedia di mercoledì scorso non è più solo un drammatico fatto di cronaca, ma va iscritta nella piaga della guerra e dello sfruttamento legato alle estrazioni di questo angolo di mondo, così ricco e così povero. Per questo la lettera-appello diffusa ieri dalla società civile, dopo aver raccontato i dettagli del crollo, dovuto alle forti piogge, e aver dato la spaventosa cifra di 400 persone che mancano all’appello (e i cui corpi nessuno si darà la pena di recuperare da sotto terra, non essendoci i mezzi per farlo), dei numerosi feriti e dei danni ambientali incalcolabili, si chiude con un appello in tre punti: chiedono, oltre al sostegno alle famiglie delle vittime, che si fermi immediatamente lo sfruttamento illecito dei minerali nelle zone sotto occupazione, “fino a che non venga ristabilito un quadro di legalità” e che soprattutto tutti i minerali offerti sul mercato internazionale dal Rwanda siano considerati “minerali di sangue” e dunque vietati.

Author: Giusy Baioni


Published at: 2026-02-03 07:08:01

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