Netanyahu riteneva che mantenere Hamas efficiente nel controllo della Striscia fosse un modo per preservare la pace e lo status quo, e per indebolire l’Autorità nazionale palestinese che governava la Cisgiordania (Israele considerava utile avere due entità separate e contrapposte – Hamas e l’Autorità nazionale palestinese – per dividere i palestinesi e ostacolare la creazione di un’entità statale unica). Le società valgono centinaia di milioni di dollari e fino al 2019 avevano la loro sede centrale in Arabia Saudita: quelle identificate da autorità israeliane e statunitensi controllavano aziende minerarie, di allevamento e di costruzione di infrastrutture in Sudan; due grattacieli negli Emirati Arabi Uniti; una società immobiliare in Algeria e una in Turchia, quotata alla Borsa di Istanbul. In Turchia risiede anche Zaher Jabarin, prima dirigente e fra i fondatori dell’ala militare di Hamas, e dal 2010 considerato a capo dell’“ufficio finanziario” del gruppo: è sotto sanzioni dagli Stati Uniti ed era fra gli obiettivi dell’attacco di settembre a Doha, in Qatar, con cui Israele cercò senza successo di uccidere quattro dei principali dirigenti di Hamas.
Published at: 2025-12-29 16:01:46
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