Da una parte, infatti, non si è smesso di insistere su come la pandemia abbia rappresentato un “cambiamento epocale” in grado di trasformare profondamente il nostro stile di vita, i nostri rapporti sociali, il modo in cui pensiamo la medicina e la scienza in generale, ma anche la politica, e così via. Bisognerebbe avere lucidità e riconoscere che, se la pandemia è stata un’esperienza epocale, è perché la società che ne è scaturita non ha ormai più niente a che vedere né, sul piano politico, con la società di massa di cui il fascismo prima e lo “Stato dei partiti” dopo sono state le espressioni, né, su quello economico, con la società dei consumi della seconda metà del XIX secolo. Si può di nuovo uscire di casa e riappropriarsi dei propri spazi: l’ufficio, l’aula scolastica o quella universitaria, la biblioteca, il museo, il teatro, il cinema, il ristorante, il bar, la palestra, eccetera eccetera.
Author: di Paolo Becchi
Published at: 2025-12-24 09:26:45
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