«Ci affliggono - si legge - le guerre che devastano popoli e famiglie, la violenza che colpisce i più deboli, le ferite che attraversano le case, le solitudini che consumano tante esistenze, la fatica di donne e uomini che si sentono smarriti, stanchi, senza un domani». «Il Signore risorto ci invita a non restare spettatori: siamo chiamati a scegliere la luce, a custodire la vita, a prenderci cura gli uni degli altri, a essere segni di pace» perché Dio «rifiuta la guerra» e «nessuno può usare» Dio «per giustificare la guerra». «Nella luce pasquale, desideriamo rivolgere un pensiero particolare a quanti soffrono e attendono un segno di vicinanza nel nostro Paese: ai malati, ai detenuti, a chi è senza lavoro, a chi vive la fatica di educare, a chi è solo, a chi non riesce più a vedere una strada davanti a sé.
Author: di Redazione Roma
Published at: 2026-04-04 13:51:00
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