Per la prima volta, infatti, la Commissione von der Leyen chiede di attivare il cosiddetto Strumento anti-coercizione nei confronti di Paesi che riforniscono la Federazione di "prodotti sensibili" per l'industria bellica. E per evitare il dialogo one-to-one prende corpo l'ipotesi di istituire un inviato Ue per l'Ucraina per colmare il vuoto di rappresentanza: sarà il Consiglio europeo a decidere, con i 27 leader che potrebbero discuterne già il 12 febbraio in Belgio assieme al dossier competitività. Ma visto che per von der Leyen le entrate della Federazione da petrolio e gas "sono diminuite del 24% nel 2025, il livello più basso dal 2020", ora si deve spingere sull'acceleratore e tagliare anche "l'esportazione di macchine e radio a controllo digitale computerizzato verso giurisdizioni in cui vi è un rischio elevato che vengano riesportati in Russia"; con più "garanzie legali per le aziende Ue per proteggerle dalle violazioni di proprietà intellettuale"; altre banche russe sanzionate - 20 - e raffinerie nella Federazione bersagliate dai raid ucraini per impedire il coinvolgimento di operatori Ue nelle riparazioni, nonché "società coinvolte nella trivellazione e nel trasporto di petrolio".
Author: redazione@ilgiornale-web.it (Francesco De Remigis)
Published at: 2026-02-07 04:00:03
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