In libreria dal 19 novembre, Lo Zen e l’arte del Cocktail Martini di Fabio Nascimbeni (prefazione di Javier De Las Muelas, fondatore del Dry Martini Bar di Barcellona), per il marchio Wingsbert House, promette di allietare il lettore più colto, il “Martini addicted” e al contempo il neofita o, ancora, chi si sta accingendo a sperimentare le pratiche orientali più in voga o ad aprire il volume uno dell’ultima raccolta filosofica zen in edicola. Ora, immaginiamo Roosevelt che, alla fine di una giornata impegnativa, invita il suo staff nello Studio Ovale per quella che chiamava la Childern’s Hour, si tira su le maniche e si dedica a una cosa effimera come preparare Martini, usando il suo bellissimo shaker d’argento, a tutt’oggi visibile nel museo a lui dedicato a Washington, sperimentando accostamenti inusuali, mescolando vermouth con liquori o succhi di frutta di ogni sorta, e spesso aggiungendo un paio di gocce di anisetta, per insaporire. A Hemingway si deve, tra l’altro, la conosciutissima ricetta del Montgomery Martini, ordinato per la prima volta dal protagonista del romanzo Di là dal fiume e tra gli alberi all’Harry’s Bar di Venezia: un Martini secchissimo con quindici parti di gin e solo una di vermouth, dedicato con un certo disonore al Generale Montgomery che apparentemente non lanciava un attacco a meno che le sue truppe non fossero almeno quindici volte superiori di numero rispetto a quelle nemiche.
Author: Redazione FqMagazine
Published at: 2025-12-30 08:14:20
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