Nata sotto la guida del gigante petrolifero americano Amoco e sequestrata dallo stato iraniano dopo la rivoluzione islamica del 1979, l'isola di Kharg, da cui transita tra il 90% e il 95% delle esportazioni di greggio iraniano, ovvero circa 1,7 milioni di barili al giorno. Una scommessa statunitense, da una parte un rischio per l'economia, che lunedì all'apertura dei mercati, potrebbe trovarsi di fronte a un prezzo del petrolio verso nuovi picchi (venerdì sera il Brent quotava a 103,1 dollari a barile, mentre il Wti a 98,7 dollari a barile), dall'altra una mossa politica strategica. Antonio Tognoli, responsabile per la sezione macro di Cfo Sim, ha sottolineato che il motivo di questo rallentamento dipende sicuramente dallo shutdown del governo, ma che la guerra in Iran potrebbe avere un impatto non indifferente sui dati del primo trimestre del 2026.
Author: redazione@ilgiornale-web.it (Matilde Sperlinga)
Published at: 2026-03-15 11:00:03
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