A smascherare il clima di gelo è stato un caso da settimana enigmistica: attraverso il senatore Claudio Borghi, in mattinata la Lega aveva gioito per la scomparsa dal titolo del decreto - solo dal titolo, non dal testo - del passaggio sulla cessione di "equipaggiamenti militari", che però è riapparso poche ore dopo, nell'ordine del giorno del consiglio dei ministri. Secondo la ricostruzione di alcuni ambienti di governo, però, lo scontro sarebbe stato soprattutto di carta: la maggioranza, compresa la Lega di Salvini, avrebbe infatti trovato l'accordo sul decreto circa un mese fa e tutto il dibattito successivo sarebbe stato alimentato dal Carroccio sui media - si ragiona in ambienti qualificati di governo - per riaffermare l'immagine di anima anti bellicista, o meno bellicista, della coalizione. A confermare il clima agitato, anche all'interno delle forze politiche, è arrivato il commento dell'europarlamentare leghista Roberto Vannacci che, a differenza di buona parte del suo partito, non ha esultato: "A parte le acrobazie lessicali, si continua a garantire la prosecuzione di una guerra persa e l'elargizione di risorse belliche".
Published at: 2025-12-30 07:57:12
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