Amedeo Nazzari, il divo dimenticato

Amedeo Nazzari, il divo dimenticato


Amedeo Carlo Leone Buffa (il nome d'arte lo ereditò dal cognome del nonno materno) nasce a Cagliari il 10 dicembre 1907, figlio del proprietario di un pastificio che lo lascia orfano ad appena 6 anni, spingendo così la mamma Argenide a trasferire la famiglia a Roma iscrivendo il ragazzo al collegio dei Salesiani dove scopre la sua vocazione artistica partecipando alle recite scolastiche e poi alle Filodrammatiche. Nei giorni confusi dell'armistizio e dell'8 settembre, Nazzari finisce tra gli artisti "arruolati" dalla Repubblica di Salò, ma riesce a evitare di lavorare nei film di "regime" e, a guerra finita, ricomincia una faticosa scalata al successo che trova ancora in Blasetti il suo mentore grazie a "Un giorno nella vita" (1946) e poi a due film che fanno scalpore: prima "Il bandito" di Alberto Lattuada e poi "La figlia del Capitano" di Mario Camerini che lo dirigerà anche ne "Il brigante Musolino". Sono appena poche delle infinite sorprese che il libro "Amedeo Nazzari" di Roberto Liberatori adesso racconta con dovizia di testimonianze, così come traccia per la prima volta il profilo anche umano di un uomo che ebbe un solo vero difetto: nella vita assomigliava proprio al suo personaggio, un tipo di italiano sobrio e rigoroso, timido e virile in cui tutti si sarebbero voluti specchiare ma pochi ne avrebbero avuto la tempra, il fisico, la voce baritonale e la bellezza latina.


Published at: 2026-01-11 12:20:12

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