È importante ricordare che già a partire dagli anni Sessanta, molti storici hanno messo in discussione l’idea di eccezionalismo, sostenendo che la nascita degli Usa sia stata segnata da espropriazioni, schiavitù e sfruttamento più che da un processo di equo “commercio e scambio” capace di condurre alla prosperità. L’ironia della situazione attuale però è che, mentre l’amministrazione Trump ha cercato di smentire la lettura “critica” del passato proposta in sedi ufficiali come le scuole e lo Smithsonian – la rete federali di musei e istituzioni culturali con sede a Washington – ha fatto anche del suo meglio per trasformare l’immagine degli Usa in quella di un paese in guerra contro i non-cittadini non-bianchi e, se necessario, contro i cittadini che protestano contro le politiche di detenzione degli immigrati. Questa immagine poco attraente è problematica, perché, come molti paesi ricchi, gli Usa si trovano ad affrontare un calo dei tassi di fertilità e una crescente necessità di immigrati per colmare le carenze di manodopera in settori quali alberghi e ristorazione, edilizia, manutenzione del verde, sanità, assistenza agli anziani e in altri comparti dell’economia.
Author: Speaker's corner
Published at: 2026-02-15 05:44:04
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