Tutto nasce dalla soffiata di un "whistleblower", che la scorsa primavera denunciò che Gabbard, messa da Trump a capo dell'agenzia, avrebbe tenuto bloccato per otto mesi un rapporto che segnalava la presenza del nome del genero del presidente in uno scambio verbale intercettato dalle antenne della National Security Agency (Nsa). Insomma, un insabbiamento per non imbarazzare Trump, che a Kushner ha affidato, al fianco dell'inviato Steve Witkoff, il piano per la ricostruzione di Gaza, le trattative per mettere fine alla guerra in Ucraina e, in ultimo, quelle sul programma nucleare di Teheran. A due settimane dalla pubblicazione dell'ultima tranche di documenti, lo sterminato archivio di tre milioni di file e migliaia di video e immagini continua a creare imbarazzi, anche per la Casa Bianca, a innescare indagini (solo in Europa), a costringere alle dimissioni alcuni dei ricchi e potenti citati nei file.
Author: redazione@ilgiornale-web.it (Marco Liconti)
Published at: 2026-02-14 04:00:02
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