Quello che è un tòpos letterario classico, la quête della propria origine, in Fame di mia madre prende la forma anche di un viaggio tra le conseguenze della colonizzazione e di una guerra durata 40 anni: ai tredici anni di lotta armata che hanno portato l’Angola all’indipendenza da Lisbona, (dal 1961 al 1974), ha infatti fatto seguito una lunga guerra civile estesasi dal 1975 al 2002 (la racconta l’originale romanzo di José Eduardo Agualusa, Teoria generale dell’oblio, trad. Yara Nakahanda Monteiro, che come la sua protagonista è nata in Angola e cresciuta in Portogallo, s’inventa una giovane donna che lascia i nonni e le zie che l’hanno cresciuta e - con l’approvazione segreta di tutte le donne della famiglia - torna nel Paese del ricordo, il Paese in cui i suoi familiari, come tutti gli esuli, continuano una vita immaginaria. A Luanda è ospite di Romena, un’amica ricca e furba di sua zia che è riuscita a ritagliarsi una vita di relativo agio in una città caotica, cadente e corrotta, dove le differenze di genere, classe, graduazione di colore della pelle, provenienza geografica, stabiliscono il destino delle persone.
Author: di Lara Ricci
Published at: 2026-02-22 07:32:02
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