Al confine russo, Kharkiv resiste e accoglie i villaggi svuotati

Al confine russo, Kharkiv resiste e accoglie i villaggi svuotati


Gli addobbi delle festività del Natale ortodosso e le insegne luminose dei grandi negozi riflettono la luce sulla neve mentre la gente passeggia sui marciapiedi, ma basta girare l'angolo per vedere una ruspa che raccoglie i detriti dei primi missili arrivati con il nuovo anno, quattro giorni fa: i razzi hanno colpito dei palazzi ferendo diciannove persone, tra cui un neonato di sei mesi. In un largo edificio a tre piani alla periferia della città, che prima era una scuola, quotidianamente vengono trasferite le chiamate in arrivo al 112 e altre linee gestite dalle organizzazioni umanitarie: quando i russi sono a ridosso delle proprie abitazioni la gente chiama e da qui partono bus o ambulanze che poi caricano intere famiglie o persone sole. Da ottobre scorso in massa sono giunti da Kupiansk, a sud est: "anche quello è diventato un posto dove si combatte soltanto e forse sono rimasti a malapena un centinaio di civili, ce ne accorgiamo da come improvvisamente qui si riversano le persone in poche settimane", ammette Alla.


Published at: 2026-01-06 19:19:43

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