L’obiettivo era vedere se fosse possibile entrare e uscire in sicurezza dalla città e capire quante persone fossero ancora presenti, mentre le Nazioni Unite si stanno attrezzando per ripristinare l’ingresso di aiuti umanitari, fermi da più di un anno: Brown ha detto che hanno visto solo poche centinaia di persone, molte meno di quelle che si aspettavano, che vivevano in condizioni disastrose e con pochissimo cibo. I massacri, in parte filmati dagli stessi paramilitari delle RSF, sono motivati principalmente dal disprezzo etnico e dall’odio razziale: le RSF sono una milizia di etnia araba, derivata dal gruppo che tra il 2003 e il 2005 in Darfur uccise centinaia di migliaia di persone appartenenti ai gruppi etnici locali, tra cui i fur, i masalit e gli zaghawa, con l’assenso del dittatore Omar al Bashir. A partire dalla fine di ottobre, l’Humanitarian Research Lab di Yale (HRL) ha analizzato una serie di immagini satellitari della zona di Al Fashir e ha detto di aver identificato 150 cumuli di «oggetti» compatibili con resti umani, 83 dei quali alla periferia di Al Fashir, che suggeriscono che le persone siano state uccise mentre cercavano di fuggire.
Published at: 2026-01-07 14:12:04
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