Quello cominciato a Prato è un confronto importante perché coinvolge tutte le aziende della filiera, perché è la prima volta che si avvia un percorso del genere e perché il sindacato spera di raggiungere un obiettivo molto ambizioso: far capire che tutti sono responsabili dei casi di sfruttamento all’interno della filiera della moda, dalla piccola ditta che stira i vestiti fino alla grande azienda committente che ci appone il proprio marchio. Ha chiuso dopo diversi scioperi e dopo che i titolari avevano preso a calci e pugni un lavoratore che stava partecipando a uno sciopero insieme a colleghi e attivisti del Sudd Cobas Prato Firenze (il sindacato di base che segue i casi di sfruttamento in questo settore a Prato). Il video che la riprendeva era circolato parecchio e di questo caso si era parlato molto, anche perché l’attenzione mediatica su Prato è elevata da mesi per via dei numerosi casi di sfruttamento denunciati dentro aziende di abbigliamento a conduzione cinese e per via della cosiddetta “guerra delle grucce”, come sono stati chiamati in gergo giornalistico gli scontri tra gruppi criminali che vogliono controllare la produzione di grucce e la logistica dell’abbigliamento.
Published at: 2025-12-24 15:22:40
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