Un'operazione, quindi, che svela un metodo e un pensiero, quello celato spesso dietro i cori ProPal nelle piazze in cui si incita a una "pace" che però non collima con quello che avviene dietro le quinte e con quello che viene pronunciato da loro stessi, che gioiscono per la morte di civili. Lo si evince, per esempio, da una conversazione tra Abu Falestine, la figlia di Raed Dawoud (membro del comparto estero dell'organizzazione terroristica Hamas a partire da una data antecedente e prossima al gennaio 2010, referente con Hannoun della cellula italiana e dipendente dal 1° ottobre del 2016 di Abspp Odv, ovvero l'associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese con sede a Genova costituita il 3 luglio del 2023, diversa dalla Abspp) e il fratello di Hannoun, Awad. Ma c'è anche una conversazione tra Hannoun e Hijazi in cui si comprende appieno come in realtà non ci sia nessuno scopo benefico e che i soldi raccolti per coloro che spacciano come vittime siano in realtà destinati a esponenti del terrorismo: Hannoun, parlando con Hijazi ribadisce il ruolo centrale di Abu Obaida, portavoce di Hamas, nella gestione dei fondi e nella conversazione intercettata dice che "se la tua sede deve consegnare soldi che spettano agli orfani deve recarsi da Abu Obaida".
Author: redazione@ilgiornale-web.it (Giulia Sorrentino)
Published at: 2025-12-28 04:00:03
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