La potenza di fuoco schierata dagli Stati Uniti nell'area mediorientale è enorme, e supera di gran lunga quella disposta per l'azione contro il Venezuela: si calcola che, solo conteggiando i missili da crociera “Tomahawk” solitamente imbarcati da tutte le unità navali dispiegate, ce ne siano più di 650, senza considerare le capacità missilistiche da difesa aerea e antimissile date dai 15 cacciatorpediniere di classe Arleigh Burke aggregati ai due Csg e distaccati singolarmente da diverse basi navali. Le navi da guerra cinesi appartengono alla 48esima Flottiglia con base a Gibuti, tra cui il cacciatorpediniere lanciamissili di classe Type 052DL “Tangshan”, la fregata di classe Type 054A “Daqing” e la nave di rifornimento “Taihu”, mentre il contributo russo è dato dal cacciatorpedinere di classe Udaloy “Maresciallo Shaposhnikov” e dalla cisterna “Butoma”. Mentre i colloqui di Ginevra per cercare di raggiungere un accordo sembrano arenarsi in quanto Washington sta avanzando a Teheran richieste considerate inaccettabili come la rinuncia al programma nucleare, l’eliminazione delle scorte di uranio arricchito, ma soprattutto la riduzione della quantità e della gittata dei missili balistici, la diplomazia internazionale è meglio rappresentata dal dispiegamento di forza
Author: redazione@ilgiornale-web.it (Paolo Mauri)
Published at: 2026-02-17 16:34:05
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